BISOGNO DI... LETARGO!

Andrea (nome di fantasia) oggi mi dice che non riesce ad alzarsi dal letto. E questo dura già da un pò di tempo. 

"Mila non so, ho come un rifiuto. Vorrei non accendere più la luce, restare fermo così, lì a letto, immobile. Sì insomma... vorrei andare in letargo"

 

Andrea è un uomo impegnato professionalmente e con la sua famiglia ma, mi dice da subito, che non è un periodo così diverso da altri; la sua vita ha un ritmo che lui riesce solitamente a gestire con presenza e azione senza togliersi momenti di sport e svago.

 

Noi, tutti, non usiamo mai a caso le parole per descrivere come ci sentiamo; escono spontanee metafore che se ci fermiamo un secondino ci indicano già la via per uscire dal disagio.

Andrea...vuole andare in LETARGO.

 

Da dizionario - Letargo: Forma di vita latente in cui vengono a trovarsi alcuni Vertebrati (per esempio ghiri, scoiattoli, ricci) e che può essere determinata da variazioni climatiche dell'ambiente o intrinseche.

In botanica, vita latente, com'è presentata da semi o germogli sotterranei o anche da alberi, quando per le condizioni esterne rallentano o sopprimono le funzioni.

 

Non siamo così distanti dalla NATURA anche se spesso ce ne dimentichiamo :-)

 

Andrea, come dice lui, ha bisogno di "spegnere la luce". 

Esistono funzioni del nostro corpo e della nostra mente che necessitano di FERMA, di BUIO, di SILENZIO...per adempiere ad alcune FUNZIONI vitali per il nostro benessere psicofisico.

 

Durante i nostri dialoghi Andrea mi dice "Sì Mila so già che mi dirai di ascoltare il corpo....ma non posso permettermi in questo momento di stare a letto fino le 11.00 del mattino".

 

Certo, posso immaginarlo :-) è vero anche che iniziare un dialogo intorno al "permesso di rallentare i ritmi", alla "possibilità di ricerca nelle piccole cose di momenti vuoti..letargici" è l'inizio di una sana presa di coscienza sul fatto che tenere sempre "ingranata la marcia", come dice Andrea, non aiuta la nostra vera natura. 

M

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